Un nuovo quartiere «green» con parchi e appartamenti al posto del rudere dell’ex clinica
Santa Lucia che per oltre una generazione ha occupato, tra abbandono e degrado, via
Fanelli. Lo studio Mario Cucinella Architects ha presentato «MyCityBari», progetto di
architettura rigenerativa da 50 milioni di euro promosso dalla Manelli Impresa di
Monopoli, che conta di realizzarlo entro il 2026 attraverso la costituenda società Vivia
Re.
Terrazze verdi, raffrescamento passivo e riuso dei materiali di demolizione a conferma di
una nuova filosofia del costruire che punta a coniugare sostenibilità, qualità
architettonica e senso di comunità. «Un progetto iconico – ha detto a Bari Mario
Cucinella, fondatore e direttore creativo dello studio che firmerà il Padiglione Italia per
l’Expo di Osaka 2025 – e un laboratorio di soluzioni architettoniche che bilanciano con
estrema attenzione lo spazio costruito e la natura per favorire l’interazione sociale e il
senso di comunità».
IL PROGETTO Nella Sala Murat sono stati presentati i rendering dei tre corpi di fabbrica
che tra linee sinuose, terrazze digradanti e tanto verde ospiteranno 162 appartamenti.
Locali comuni a servizio delle residenze, spazi commerciali affacciati su via Fanelli e
autorimesse ai piani interrati. Un parco attrezzato per il gioco e lo sport, un mix di aree
esterne pertinenziali e pubbliche per creare spazi sociali a contatto con la natura. La
facciata seguirà le linee spezzate originarie del lotto per rispettare il contesto.
All’interno, verso la corte residenziale e cuore verde del progetto, le geometrie disegnate
da terrazze e ballatoi si faranno ondeggianti per dare origine ad un ambiente
accogliente, tra scorci prospettici che ambiscono a trovare un equilibrio estetico tra
natura e spazio costruito. Il sistema verde della corte è stato cioè pensato come un
«paesaggio architettonico» e sarà aperto a nord, verso il nuovo parco attrezzato.

ARCHITETTUrA SOSTENIBILE Il complesso sarà innanzitutto compatibile con il
contesto urbano in cui sorgerà: «Per me è molto importante – ha detto Cucinella – che
un edificio non sembri un oggetto stravagante in mezzo al niente. Deve piuttosto saper
riprendere, con un linguaggio moderno, la storia del territorio, deve essere un edificio
contemporaneo in cui si può leggere il Dna del luogo».
L’architettura green si espliciterà in due concetti. Innanzitutto il riuso, con «la demolizione di un mostro di cemento che verrà in parte recuperato per costruire il nuovo» come spiega Cucinella. Poi il solar carving ovvero volumetrie decrescenti in base alla luce del sole in modo che le terrazze verdi saranno discendenti, secondo il principio dei volumi sempre più arretrati man mano che si sale verso l’alto per favorire
l’accesso della luce anche ai livelli più bassi. Al contempo, l’inserimento di aggetti
(sporgenze architettoniche) consentirà di schermare la radiazione diretta per produrre
raffrescamento attraverso strategie energetiche passive. Il laboratorio di soluzioni
architettoniche «adattive» agli scenari del cambiamento climatico punteranno poi a
mitigare il fenomeno dell’isola di calore urbana. Di qui le superfici verdi integrate con le
residenze, le zone in ombra tramite aggetti e i colori chiari per incrementare il comfort
outdoor.

LA RIQUALIFICAZIONE
Il cantiere che si avvierà nei prossimi giorni si svilupperà su
un’area di 22.500 metri quadri tra via Fanelli e via Giusso, nel quadrante sud-est di Bari,
tra il centro e la prima campagna. Il nuovo complesso sorgerà nell’area che per oltre due
decenni ha ospitato lo scheletro in cemento armato di una quella che sarebbe dovuta
diventare una clinica del gruppo Cavallari. Con la concessione edilizia datata 1987 era
stata realizzata solo una parte dell’immobile prima che l’operazione Speranza nel 1995
sospendesse i lavori lasciando la struttura muraria in totale stato di abbandono. Ora, tra
Poggiofranco e Mungivacca, si inserirà nel più vasto progetto di rigenerazione urbana
che interesserà anche il vicino e costruendo Parco della Giustizia.
«Con questo progetto residenziale innovativo e sostenibile – ha detto Sergio Manelli, ceo
di Manelli Impresa – intendiamo creare a Bari un ambiente che promuova il senso di
comunità e garantisca una migliore qualità di vita per i residenti. Crediamo fermamente
nel potenziale di questo progetto, che porterà ricadute positive in termini di sviluppo
economico del territorio (posti di lavoro e piccole imprese) e siamo convinti che
contribuirà alla sostenibilità ambientale».